Riditerminazione delle strutture ricettive turistiche

TURISMO. RIDETERMINATO AL 31 MARZO 2018 IL TERMINE ULTIMO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato nella tarda serata di ieri un disegno di legge contenente “Disposizioni urgenti per la classificazione delle strutture ricettive”.
“Si tratta fondamentalmente della rideterminazione al 31 marzo 2018 del termine ultimo per la domanda di classificazione delle strutture ricettive turistiche – spiega l’assessore regionale al turismo, Federico Caner –. In base al principio di semplificazione del procedimento amministrativo, consentiamo alle strutture ricettive già esistenti di ottenere la classificazione in modo più semplice ed economico rispetto alle modalità previste per una struttura di nuova apertura, chiamata a dotarsi di maggiori e più costosi requisiti dimensionali e strutturali”.
Sono ben 1.800 le strutture ricettive che non hanno presentato la domanda di classificazione entro i termini precedentemente fissati, “pertanto – sottolinea Caner –questa proroga si rende necessaria per consentire ai numerosi operatori sin qui impossibilitati, per motivi di carattere tecnico e amministrativo, di ottenere la classificazione, di mettersi in regola e di evitare la chiusura dei propri esercizi, cosa che provocherebbe al settore dell’ospitalità turistica del Veneto gravi conseguenze economiche e occupazionali”.
Le domande di classificazione vanno presentate alla Città metropolitana di Venezia o alla Provincia territorialmente competente: decorso inutilmente il termine perentorio del 31 marzo prossimo, i Comuni, su segnalazione della Città Metropolitana e delle Province, procederanno alla chiusura delle strutture ricettive inadempienti.
“Ringrazio i colleghi consiglieri regionali – conclude Caner – per la disponibilità e celerità con cui hanno approvato questa legge”.

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Scuola – Baldin (M5S): “Il Consiglio di Stato nega il diritto dei docenti con diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all’inserimento nelle graduatorie a esaurimento”.

“L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza definitiva negando il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento. È un ripensamento che lascia perplessi. Il Consiglio di Stato smentisce se stesso dopo cinque sentenze a favore degli oltre 2000 ricorrenti”. Sono le parole della Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin che sull’argomento aggiunge: “Il problema è la precarietà cui sono condannate queste persone. Stanno subendo un danno e anche secondo l’Anief, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, il  Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca dovrà risarcire questi lavoratori per l’illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio, fatti a docenti che saranno eliminati dalle graduatorie”.
“Si vuole eliminare il precariato – si chiede Baldin – o si vogliono eliminare i precari stessi? Questa è la stabilizzazione de ‘la Buona Scuola’? Diranno che le graduatorie a esaurimento sono vuote. In realtà hanno depennato i nomi presenti, anziché dar loro lavoro. Continuerò a portare le ragioni di questo settore della scuola nelle istituzioni, se necessario anche in Europa attraverso i miei colleghi a Bruxelles”.

Zottis (PD): “Dolo, la rotonda di via Pasteur rientra nella programmazione regionale: adesso va realizzata in fretta, è un’opera fondamentale per cittadini e turisti della Riviera”  

“Grazie a un lavoro di squadra tra la sottoscritta e l’amministrazione comunale di Dolo, la rotonda di via Pasteur è rientrata nella programmazione regionale. Durante la seduta di bilancio, infatti, è stato approvato, l’Ordine del Giorno che ho presentato, sottoscritto dal Vicepresidente Bruno Pigozzo e dal consigliere Franco Ferrari (Lista AMP), che prevede l’inserimento nel piano delle opere la realizzazione della rotatoria per la regolamentazione del traffico veicolare all’incrocio tra la S.R. 11 (Riviera XXIX Aprile) e la via Pasteur/via Torre”.
Le parole sono della consigliera regionale del Partito Democratico Francesca Zottis per la quale “si tratta di un’opera già dotata di progetto definitivo redatto da parte di ‘Veneto Strade’, indispensabile per migliorare l’accesso all’Ospedale di Dolo e mettere in sicurezza l’intersezione con la Regionale 11. Qualcuno potrà obiettare che si tratta solo di un Ordine del Giorno, ma rappresenta un passo in avanti, e per questo ringraziamo l’Assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti”.
“L’Accordo di Programma tra ‘Veneto Strade’ e l’amministrazione di Dolo – spiega l’esponente dei Democratici – risale al 2008 e prevedeva la realizzazione dell’opera completamente a carico della società regionale. Per la Riviera, questo rappresenterebbe un risultato storico e indispensabile per garantire il consolidamento e il rafforzamento dell’Ospedale di Dolo in piena serenità”. “L’amministrazione comunale lo scorso 12 dicembre – ricorda Zottis – ha approvato a maggioranza  un Ordine del Giorno con cui si impegna a dialogare con le istituzioni competenti, anche attraverso la compartecipazione di spesa e ciò, a nostro avviso, dovrebbe consentire alla Regione Veneto e a ‘Veneto Strade’ di provvedere, già nel 2018, all’avvio di questa importante infrastruttura”.
“Come consiglieri regionali – conclude Francesca Zottis – ci impegneremo per raggiungere l’obiettivo, continueremo a sollecitare la Regione affinché l’opera infrastrutturale venga realizzata nel più breve tempo possibile. Dieci anni di attesa e tante polemiche, consumate anche nelle ultime settimane, sono più che sufficienti: ora è il momento di realizzare un’opera fondamentale per la sicurezza di cittadini e turisti e per l’Ospedale della Riviera”.

Dalla Libera (Veneto Civico): “L’interramento della linea elettrica come soluzione al problema dell’inquinamento elettromagnetico”

“L’inquinamento da elettrosmog è un problema molto sentito dall’opinione pubblica – afferma Dalla Libera Pietro, Presidente del Gruppo Regionale Veneto Civico– i campi elettromagnetici generati da tralicci dell’alta tensione possono, infatti, minacciare con radiazioni invisibili e insidiose la salute delle persone che ne sono esposte” “Con l’approvazione dell’Ordine del giorno 129 che ho presentato nell’ambito della discussione del Bilancio di Previsione regionale – spiega ilConsigliere dell’Area Civica – la Giunta si impegna a rifinanziare proprio l’articolo 43 della Legge Finanziaria regionale n. 2 del 3 febbraio 2006, che prevede investimenti per gli interramenti degli elettrodotti”.

Circa venti milioni di euro per il sociale: l’assessora Lanzarin esulta per lo status quo

BILANCIO: ASSESSORE LANZARIN, “MANOVRA IN ECONOMIA, MA NESSUN TAGLIO SUL SOCIALE – LE RISORSE DISPONIBILI TUTTE IMPEGNATE DOVE C’È PIÙ BISOGNO, FAMIGLIE E MINORI IN PRIMA FILA”
Dieci milioni di euro per il nuovo fondo di rotazione per strutture a valenza sociale e sociosanitaria, 5 milioni in più per il fondo per le persone non autosufficienti, 1,4 milioni in più per l’assistenza ai religiosi ricoverati in strutture per non autosufficienti, 500 mila euro per la prosecuzione di progetti di assistenza psicologica e sociale alle vittime della crisi, 200.000 euro per progetti sperimentali contro il bullismo, un milione per il sostegno agli orfani con un solo genitore, 500 mila euro per strutture e iniziative per le donne vittime di violenza, 680 mila euro per gli interventi neuropsichiatrici per i minori vittime di abusi. E inoltre: un fondo regionale di nuova istituzione di 300mila euro a sostegno dei familiari delle vittime delle valvole killer; e ulteriori 300 mila euro stanziati per aiutare le famiglie che hanno visto i loro risparmi in fumo a causa del crack delle banche venete.

Sono queste le voci più significative del bilancio di previsione 2018 della Regione Veneto riletto in chiave sociale dall’assessore di comparto. “La scelta è stata quella di concentrare le limitate risorse libere disponibili – sottolinea l’assessore alle politiche sociali, Manuela Lanzarin – là dove c’é più bisogno, privilegiando progetti ed esperienze già rodati, come i consultori (un milione) e i Centri Sollievo per i malati di Alzheimer e Parkinson (1,5 milioni di euro ). Ma nel contempo abbiamo voluto sostenere nuovi servizi in risposta alle tante emergenze sociali del Veneto, come i 600 mila euro per i genitori separati e le ragazze madri o il fondo regionale per i progetti di servizio civile dei giovani (700 mila euro), o gli interventi per contrastare il bullismo . Ricordo che la Regione Veneto anche per il 2018, a differenza dello Stato nazionale, riuscirà a mantenere inalterata la quota di contributo regionale alle scuole materne e ai nidi (31 milioni) e, grazie all’integrazione tra fondo sanitario e fondo sociale, a dare continuità agli interventi di assistenza e sostegno per disabili e non autosufficienti”.
I capitoli del bilancio regionale 2018 dedicati alla spesa sociale superano i 17 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 31 milioni garantiti anche per il 2018 alle scuole materne e ai nidi del Veneto per i servizi educativi.
“A conti fatti, l’assistenza e il welfare restano la voce prioritaria negli impegni di spesa della Regione Veneto – ribadisce l’assessore – Ragazzi, famiglie, anziani, disabili nuovi e vecchi poveri devono essere i destinatari privilegiati dell’intervento delle istituzioni pubbliche. E, nonostante le poche risorse a libera destinazione, la Regione Veneto ha tenuto fede a questa scelta. Il nostro compito, ora, sarà quello di ottimizzare tempi e modalità di impegno delle risorse a bilancio e di valorizzare ogni possibile sinergia con gli enti locali e con i fondi nazionali e comunitari per rendere sempre più capillare ed omogenea la rete dei servizi”.

Treviso, Fondazione Benetton 14 e 16 febbraio 2018: Giornate internazionali di studio sul paesaggio 

Animali, giardini, paesaggi. Giornate internazionali di studio sul paesaggio quattordicesima edizione, giovedì 15 e venerdì 16 febbraio 2018
Treviso, Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7

E’ un tema decisamente originale e altrettanto stimolante quello che la Fondazione Benetton Studi Ricerche affronterà, giovedì 15 e venerdì 16 febbraio a Treviso, nella quattordicesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio.
L’argomento che il Comitato scientifico della Fondazione ha scelto per questo appuntamento, coordinato da Luigi Latini e Simonetta Zanon, è infatti “Animali, giardini, paesaggi”.
Ad affrontarlo sono stati chiamati storici dell’arte e filosofi, paesaggisti e agronomi, architetti, etnografi, geografi, registi. Competenze diversissime e traversali perché trasversale, oltre che affascinante, è l’interazione flora-fauna nella creazione di un paesaggio artificiale, come può essere un parco e un giardino o un’area di coltura agraria, o nel formarsi ed evolversi naturale di un ambiente.
Gli animali che popolano un paesaggio sono reali ma possono essere fantastici, vivi o eternati in statue, mosaici o altri manufatti artistici. Delfini di pietra dalla cui bocca sgorga l’acqua, cervi affiancati a divinità di marmo, rappresentazioni in mosaici pavimentali, animali-divinità, mostri… Oppure, ammiratissimi pavoni bianchi e cigni, protagonisti in tanti giardini all’italiana e parchi storici. O ancora, laghetti e peschiere che, oltre che piacevoli alla vista, avevano la funzione di essere riserva di pesci. Fino agli animali ricreati dall’ars topiaria.
Attraverso giardini e parchi sono stati introdotte non solo nuove varietà di piante che hanno poi colonizzato interi territori, ma anche animali egualmente provenienti da terre lontane, anch’essi poi moltiplicatisi al di fuori dei recinti originari.
Nella cultura del giardino giapponese, ma più tardi anche in Europa, il gusto per il naturalismo ha portato a ricreare nei giardini, anche urbani, ciò che in termini di flora ma anche di fauna si poteva osservare in ambiti naturali. Con le conseguenze di popolamento di specie animali sino al tempo non presenti nelle città.
In agricoltura va citato, ad esempio, l’impatto che tra ‘ 500 e ‘800 hanno avuto nelle nostre pianure i filari di gelsi, piantati per consentire gli allevamenti dei bachi da seta.
Ma i temi possibili sono infiniti. Per restare a secoli più vicini, un racconto a sé è quello dei luoghi progettati per “contenere” e mostrare gli animali, ovvero zoo, parchi tematici, e progetti di habitat nei quali avviene una vera e propria messa in scena del mondo animale. Per l’ambito agricolo e la sua evoluzione nella contemporaneità, si pensi al ruolo delle api e dell’apicoltura negli ambienti urbani, dal punto di vista ecologico, didattico e persino di progetto, o a quello che gli erbori possono giocare nella cura e nel mantenimento del paesaggio, in campagna come in città.
Senza trascurare l’affascinate connubio tra flora e fauna nella storia del giardino, nell’arte, ma anche nel costume e persino nello sguardo del cinema. Il serpente e il melo del Paradiso Terrestre possono essere i simboli di una storia che scende sino alla notte dei tempi.
Quello che queste Giornate di studio cominceranno a dipanare è un gomitolo multicolore di fili che legano piante e animali, ed entrambi all’uomo.

Interventi di Margherita Azzi Visentini, Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, già Politecnico di Milano;Gabriele Bovo, Città Metropolitana di Torino, Servizio Pianificazione e Gestione Rete Ecologica; Serge Briffaud, École nationale supérieure d’architecture et de paysage de Bordeaux; Hervé Brunon, Centre André Chastel, Paris; Gilles Clément, paysagiste, Paris; Jean Estebanez, Université Paris-Est Créteil, département de géographie; Pauline Frileux, École nationale supérieure de paysage-Larep, Versailles; Davide Gambino, regista, Palermo-Bruxelles; Andrea Ghisoni, dottore in architettura, Milano; Owain Jones, Bath Spa University, College of Liberal Arts; Federico López Silvestre, Università di Santiago de Compostela, Dipartimento di Storia dell’Arte;Christina May, storica dell’arte, Ahrenshoop; Monique Mosser, École nationale supérieure d’architecture de Versailles, Centre André Chastel, Paris (Honoraria); Dirk Sijmons, H+N+S Landscape Architects, Amersfoort;Jan-Erik Steinkrüger, Università di Bonn, Dipartimento di Geografia; Mauro Veca, apicoltore urbano, ilmielediElia, Milano.

Comitato scientifico studi e ricerche sul paesaggio della Fondazione Benetton Studi Ricerche:

Luigi Latini, architetto, Università Iuav, Venezia (presidente); Maria Teresa Andresen, paesaggista, Università di Porto; Giuseppe Barbera, agronomo, Università degli Studi, Palermo; Hervé Brunon, storico del giardino, cnrs, Centre André Chastel, Parigi; Anna Lambertini, paesaggista, Università di Firenze; Monique Mosser, storica dell’arte, Scuola superiore di architettura, Versailles;
Joan Nogué, geografo, Università di Girona, Osservatorio del Paesaggio della Catalogna; Lionello Puppi, storico dell’arte, professore emerito dell’Università Ca’ Foscari, Venezia; José Tito Rojo, botanico, Università di Granada;
Massimo Venturi Ferriolo, filosofo, Politecnico di Milano.

membri onorari
Carmen Añón, paesaggista, Università di Madrid; Domenico Luciani, architetto, direttore della Fondazione Benetton dal 1987 al 2009, ideatore e responsabile del Premio Carlo Scarpa dal 1990 al 2014;
Partecipano ai lavori del comitato: il direttore della Fondazione Marco Tamaro, con funzione di segretario, e i coordinatori
aree ricerca: Patrizia Boschiero (edizioni), Francesca Ghersetti (centro documentazione), Massimo Rossi (cartoteca), Simonetta Zanon (laboratori/progetti per il paesaggio).

Informazioni:
Il programma è disponibile nel sito http://www.fbsr.it
Le giornate di studio sul paesaggio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon.
La partecipazione alle giornate di studio è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Per ragioni organizzative si prega ugualmente di comunicare la propria adesione tramite e-mail all’indirizzo paesaggio@fbsr.it oppure telefonicamente al numero 0422 5121 (lunedì-venerdì ore 9-13,14-18).
È prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese di tutti gli interventi.
Le giornate di studio saranno disponibili in diretta streaming nel sito della Fondazione http://www.fbsr.it.
Agli architetti e agli agronomi/forestali iscritti ai rispettivi ordini professionali che ne faranno richiesta saranno riconosciuti i crediti formativi.

Il CIPE ha approvato oggi il progetto definitivo della tratta Verona-Bivio Vicenza della linea ad Alta Velocità-Alta Capacità ferroviaria Milano-Venezia

FERROVIA AV/AC MILANO-VENEZIA. DE BERTI, “CIPE FINANZIA TRATTA VERONA-BIVIO VICENZA”. 
Il CIPE ha approvato oggi il progetto definitivo della tratta Verona-Bivio Vicenza della linea ad Alta Velocità-Alta Capacità ferroviaria Milano-Venezia. “Si tratta di un’opera statale di grande importanza – dice l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Elisa De Berti, presente a Roma alla riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica – che consentirà di migliorare i collegamenti in direzione est-ovest, con rilevanti benefici in termini di mobilità per i cittadini veneti. Con il via libera del luglio scorso alla tratta Brescia-Verona, e con il risultato di oggi, acquista concretezza un progetto atteso da anni dal Veneto”.
“Come Regione abbiamo raccolto negli ultimi mesi le istanze dei vari Comuni interessati dal tracciato per rendere meno impattante possibile l’infrastruttura – ha sottolineato De Berti – contribuendo in modo decisivo al complesso iter approvativo di questo stralcio funzionale, e facendo da interfaccia tra gli Enti locali, il Ministero e Rete Ferroviaria Italiana, al fine di assicurare la sostenibilità ambientale dell’opera. Particolare importanza per il territorio rivestono alcune opere di viabilità compensativa, tra le quali il completamento della Strada Provinciale. 38 Porcilana in provincia di Verona, nel Comune di San Bonifacio”.
Il progetto è finanziato con il Contratto di Programma tra Ministero e Rfi per 2 miliardi 713 milioni complessivi, di cui 984 milioni per la realizzazione del primo lotto costruttivo, i cui lavori potrebbero prendere avvio nel secondo semestre del 2018. Il tracciato si sviluppa dalla Stazione di Verona Porta Vescovo fino al Comune di Altavilla, e prevede il raddoppio della linea con il rifacimento della stazione di Lonigo e la realizzazione della nuova stazione di Montebello, in provincia di Vicenza.

Dalla Libera (Veneto Civico): “I Musei del Vetro d’Artista del Veneto vanno sostenuti perché riportano capolavori di grandi artisti”

“L’Ordine del Giorno n. 171 che ho presentato in Consiglio Regionale per il sostegno e la valorizzazione dei Musei del Vetro d’Artista del Veneto è stato approvato all’unanimità dei 44 votanti” afferma Pietro Dalla Libera, Presidente del Gruppo consigliare regionale Veneto Civico.“Auspico che nel corso del 2018 possa essere adeguatamente allestito, a Oderzo, il Museo del Vetro d’Artista che ospiterà le sessantadue opere d’arte create nell’ambito della Fucina degli Angeli, a Murano, e donate dalla signora Attilia Zava, veneziana di origine opitergina”.

Le iniziative della Fondazione Musei Civici di Venezia durante le festività natalizie 2017 – 2018

Ricco e variegato il programma della Fondazione Musei Civici di Venezia durante le festività natalizie 2017 – 2018: un’offerta che include speciali eventi, grandi esposizioni e attività per famiglie, di seguito esplicitata in dettaglio.

MUSEI APERTI A NATALE E CAPODANNO
Il 25 dicembre e il 1 gennaio
aperti Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Pesaro, Museo del Vetro, Ca’ Rezzonico e la mostra Attorno al vetro e il suo riflesso nella pittura al Centro Culturale Candiani di Mestre

A Natale e Capodanno saranno regolarmente aperti, dalle 11 alle 19, Palazzo Ducale, con le mostre Tesori dei Moghul e dei Maharaja. La Collezione Al-Thani, Porto Marghera 100 e il Museo Correr; con orario dalle 11 alle 17 si potranno inoltre visitare la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (eccezionalmente aperta di lunedì), il Museo del Vetro, con le mostre Il Mondo in una perla – La collezione di perle del Museo del Vetro di Murano 1820 – 1890 e Markku Piri e il Museo del Settecento veneziano di Ca’ Rezzonico (quest’ultimo sarà eccezionalmente aperto, con lo stesso orario, anche martedì 26 dicembre e martedì 2 gennaio). Aperta il 25 dicembre e il 1 gennaio, dalle 16 alle 22 , anche la mostra Attorno al vetro e il suo riflesso nella pittura al Centro Culturale Candiani di Mestre che, tutti i venerdì, sabato e domenica dal 16 dicembre al 7 gennaio sarà visitabile dalle 10 alle 22.

Info e prenotazioni: http://www.visitmuve.it
Call-center: 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)
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Centro Culturale Candiani http://candiani.comune.venezia.it/

LE MOSTRE: ATTORNO AL VETRO
E IL SUO RIFLESSO NELLA PITTURA
Muve Mestre – Cortocircuito
Centro culturale Candiani
16 dicembre – 27 maggio

Un inedito parallelismo tra vetro e pittura è al centro della nuova proposta espositiva del Comune di Venezia e della Fondazione Musei Civici di Venezia per il Centro Culturale Candiani di Mestre , che continua così a offrire al pubblico proposte originali e di assoluta qualità, ispirate a un ‘cortocircuito’ estetico e interpretativo capace di innescare nella fruizione artistica nuove riflessioni e visuali inedite. I capolavori dell’arte vetraria – oltre 100 pezzi , creazioni dalle tecniche più diverse che hanno attraverso i secoli, il costume e il gusto, scelti nelle magnifiche collezioni del Museo del Vetro di Murano – trovano il loro riflesso e soprattutto un rinnovato valore artistico e simbolico nei circa 30 dipinti opportunamente selezionati nelle raccolte civiche, in particolare in quelle della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, ma anche in prestigiose collezioni pubbliche e private, dalla Pinacoteca di Barletta al MAXXI di Roma, dai Musei Civici di Pesaro alla Fondazione CRTrieste . Un dialogo serrato e raffinato, che mostra come il vetro nella narrazione pittorica si sia conquistato – dal Cinquecento in poi e grazie anche al virtuosismo creativo dei maestri vetrai di Murano – un ruolo di primo piano nella composizione, punto focale dell’impianto compositivo, elemento estetico dall’autonoma identità artistica e viatico verso allusivi significati, magari sul senso dell’esistenza o sulla fragilità della vita umana o della società attuale.

Orario 10.00 – 19.00 (la biglietteria chiude mezz’ora prima), chiuso il lunedì.
Dal 16 dicembre al 7 gennaio, ogni venerdì, sabato e domenica, la mostra è aperta dalle 10.00 alle 22.00;
il 25 dicembre e 1 gennaio: 16.00 – 22.00
Intero euro 5; Ridotto euro 3
Informazioni visitmuve.it/cortocircuito – info@fmcvenezia.it
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Centro Culturale Candiani http://candiani.comune.venezia.it/

IL MONDO IN UNA PERLA
La collezione di perle del Museo del Vetro 1820 – 1890
Murano, Museo del Vetro
8 dicembre 2017 – 15 aprile 2018

Straordinario concentrato di tecnica e inventiva, le perle di vetro veneziano, piccoli e preziosi manufatti di rara bellezza nelle loro molteplici tipologie, accompagnano la storia vetraria veneziana rappresentando anche oggi una produzione viva e
importante. Il complesso lavoro di catalogazione e di studio delle collezioni di perle del Museo del Vetro di Murano, condotto per la Fondazione Musei Civici di Venezia da Augusto Panini, ha portato alcuni mesi fa alla pubblicazione del primo dettagliato catalogo riservato a questi oggetti artistici ed è ora alla base della sorprendente mostra allestita negli spazi delle ex conterie del Museo lagunare. La mostra, che si realizza a cura di Chiara Squarcina e Augusto Panini , presenta lo straordinario mondo delle perle di vetro: oggetti decorativi ma anche preziosa merce di scambio esportata in grande quantità nel XIX secolo verso le colonie dell’Africa Occidentale, dell’India e delle Americhe; monili tanto ricercati e ambiti, che in cambio di perle di vetro i nativi d’America accettarono di cedere il territorio che oggi conosciamo come Manhattan. Venezia inizia la sua produzione verso il XIV secolo e una delle prime tecniche impiegate fu quella a speo: utilizzando una piccola quantità di vetro fuso e un ago di ferro (speo o spiedo) che si faceva girare al fuoco di un lume, si realizzava una perla forata.
Ma la tecnica che divenne prevalente nei secoli successivi fu la fabbricazione delle perle a partire da bacchette o canne di vetro forate o massicce. Nella seconda metà del XV secolo viene messa a punto la molatura di perle da canna forata a più strati, con sezione a stella (perla rosetta), e solo verso il XVI secolo si riscopre e si affina la tecnica delle perle alla lucerna o a lume, che prevedeva l’uso di canne massicce.

Ingresso con l’orario e il biglietto del Museo del Vetro di Murano; 10 – 17 fino al 31 marzo; a Natale e Capodanno aperto dalle 11 alle 17; dal 1 aprile: 10 – 18 (chiusura biglietteria un’ora prima)
Intero euro 10, Ridotto euro 7,50
Informazioni: http://www.museovetro.visitmuve.it info@fmcvenezia.it
848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)
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PORTO MARGHERA 100
Venezia, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
Fino al 28 gennaio 2018

La Fondazione Musei Civici di Venezia, in collaborazione con il Comune di Venezia, presenta una grande esposizione che racconta la nascita e lo sviluppo di Porto Marghera, uno dei più importanti poli produttivi e commerciali d’Europa.
A cura di Gabriella Belli, con la collaborazione di Paolo Apice e il progetto di allestimento Daniela Ferretti, la mostra rappresenta il fulcro delle iniziative legate alle celebrazioni dei cento anni del polo industriale (1917-2017) promosse dall’Amministrazione Comunale per volontà del sindaco Luigi Brugnaro. L’esposizione illustra il ruolo chiave che Porto Marghera esercitò sul territorio di Venezia e della terraferma e sulla storia produttiva ed economica, non meno che su quella sociale e culturale, del nostro Paese. Le parole di questa lunga narrazione sono le materie prime da cui tutto è iniziato – acqua, carbone, ferro, chimica, plastica, tessile, vetro – rappresentative delle vicende occorse in questo luogo, ma nello stesso tempo fortemente simboliche ed evocative di quel fermento produttivo che, come è noto, ebbe il suo massimo sviluppo nel 1965 con la presenza di oltre duecentoventi aziende e ben più di trentamila lavoratori. A ciascun materiale è stata dedicata una stanza dell’Appartamento del Doge e per ogni stanza è stata scelta un’opera d’arte contemporanea – che per la prima volta entra a Palazzo Ducale – altamente rappresentativa del lavoro e della ricerca artistica contemporanea sul materiale individuato: un percorso avvincente tra le opere di alcuni degli artisti più importanti sulla scena internazionale contemporanea, molte delle quali portate per la prima volta a Venezia: Jannis Kounellis, Pino Pascali, Gilberto Zorio, Tony Cragg, Mario Merz, Daniel Spoerri e poi ancora Emilio Vedova, e i più giovani Julia Mangold, Anne-Karin Furunes, Sissi, Arcangelo Sassolino, Francesco Candeloro e Colombo Manuelli.

Ingresso con il biglietto dei Musei di Piazza San Marco (un percorso integrato che dà accesso a Palazzo
Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale, Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana) e con l’orario di Palazzo Ducale: 8.30 – 17.30 tutti i giorni; a Natale e Capodanno aperto dalle 11 alle 19 (chiusura biglietteria un’ora prima).
Informazioni: palazzoducale.visitmuve.it info@fmcvenezia.it
call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)
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TESORI DEI MOGHUL E DEI MAHARAJA
La Collezione Al Thani
Venezia, Palazzo Ducale, Sala dello Scrutinio
fino al 3 gennaio 2018

Gemme splendenti, oggetti incastonati di pietre preziose, antichi e leggendari tesori che fanno bella mostra di sé accanto a sublimi creazioni contemporanee. È la prestigiosa esposizione dedicata ai gioielli indiani dal XVI al XX secolo appartenenti alla Collezione Al Thani – creata da Sua Altezza lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar – che per la prima volta arriva in Italia, nell’evocativo scenario della Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale.Attraverso un allestimento mozzafiato e oltre 270 opere esposte la mostra propone un seducente viaggio attraverso cinque secoli di pura bellezza e indiscussa maestria artigiana: dai discendenti di Gengis Khan e Tamerlano giungendo fino ai grandi maharaja che, nel XX secolo, commissionarono alle celebri maison europee gioielli d’inarrivabile bellezza e modernità. Curata da Amin Jaffer , conservatore capo della collezione Al Thani e da Gian Carlo Calza, insigne studioso di arte dell’Asia, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, la mostra – organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con la collaborazione della ‘The Al Thani Collection Foundation’ – conduce alla conoscenza di leggendari e preziosi oggetti carichi di storia, espressione di un gusto artistico raffinato e di un perfetto dominio della tecnica.

Ingresso con il biglietto dei Musei di Piazza San Marco (un percorso integrato che dà accesso a Palazzo Ducale, Museo Correr, Museo Archeologico Nazionale, Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale
Marciana) e con l’orario di Palazzo Ducale: 8.30 – 17.30; a Natale e Capodanno aperto dalle 11 alle 19 tutti i giorni (chiusura biglietteria un’ora prima).
Informazioni: palazzoducale.visitmuve.it info@fmcvenezia.it
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Pubblica amministrazione – Pigozzo (PD): “Trasparenza, strumento al servizio della democrazia”

“Trasparenza: parola spesso usata e abusata, ma si tratta di concetto fondamentale per una amministrazione pubblica corretta al servizio della democrazia, del cittadino e della vera Giustizia”. Sono le parole del Vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo pronunciate oggi in rappresentanza dell’Assemblea legislativa veneta nel corso della ‘Giornata della Trasparenza’ organizzata dalla Regione del Veneto e che si è celebrata presso il palazzo Grandi Stazioni di Venezia.
“Fate che le leggi sian chiare, semplici – ha proseguito il Vicepresidente, citando Cesare Beccaria – e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle. Fate che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini che gli uomini stessi’. La chiarezza e la semplicità sono un’arma straordinaria e ciascun legislatore, a qualunque livello operi, dovrebbe rifuggire da complicazioni, astrusità, opacità che rendono la legge scarsamente comprensibile. E trasparenti devono essere le azioni dell’ente pubblico e i comportamenti di quanti in esso lavorano, garantendo così quella terzietà che è elemento qualificante della Pubblica Amministrazione. Norme chiare e comportamenti cristallini: di segretezza hanno bisogno i regimi autoritari, non le democrazie”.
“Il tema della trasparenza – ha puntualizzato il Vicepresidente – riguarda il livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione. In questo senso, il Consiglio regionale ha tratto, dalle esperienze del primo ciclo di programmazione 2014-2016, gli indirizzi e le azioni del piano triennale 2017-2019 di prevenzione della corruzione e per la trasparenza. Gli obiettivi essenziali del piano sono tre: innanzitutto, la codificazione della disciplina attuativa in materia di diritto di accesso, alla luce dello Statuto e del Regolamento del Consiglio regionale, con riferimento a specificità di ruolo e funzioni proprie del Consiglio e dei suoi organi; di seguito, la definizione di una disciplina attuativa in materia di rotazione nel conferimento degli incarichi, con particolare riferimento agli incarichi di componente delle Commissioni di gara e delle Commissioni di concorso e selezione di personale, sulla base di criteri generali ed oggettivi, ai quali attenersi nella composizione delle commissioni medesime. Infine, la codificazione della disciplina in materia di tutela dei dipendenti pubblici che segnalano illeciti, assicurando un’efficace attività di sensibilizzazione e comunicazione sui diritti e gli obblighi relativi alla segnalazione di comportamenti illeciti e la effettività di tutela del dipendente che li segnala”.
“Credo sia questo – ha concluso Pigozzo – il significato profondo di questa giornata dal valore altamente democratico perché ci invita tutti a comprendere la svolta culturale che la trasparenza impone e della quale abbiamo assolutamente bisogno”.

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