Venezia, Biblioteca della Regione del Veneto: “Valeria, una ragazza normale, un po’ ribelle, alternativa …”, ricordatela anche così!

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Intitolazione della Biblioteca del Consiglio regionale a Valeria Solesin, che ha sede in Bacino Orseolo, San Marco 1122.

“A due anni dall’attentato a Parigi al teatro Bataclan onoriamo la memoria della nostra concittadina e, come disposto dal Consiglio regionale del Veneto, dedichiamo al suo nome la sala della Biblioteca del Consiglio Regionale luogo riservato alle ricerche e agli studi, spazio ideale per ricordare una giovane che aveva legato la propria vita alla ricerca e allo studio lavorando nella prestigiosa università della Sorbona”.
Così il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti ha introdotto la breve cerimonia in cui è stata scoperta la lapide che intitola a Valeria Solesin la sala di lettura della Biblioteca del Consiglio regionale come previsto dalla risoluzione promossa da Alessandra Moretti e votata all’unanimità dal Consiglio regionale l’8 novembre 2016. “Ricordando Valeria Solesin – ha proseguito Ciambetti – vorrei dedicare due parole alla memoria di Luca Russo, ingegnere bassanese di 25 anni, morto l’estate scorsa a Barcellona anche lui vittima del terrorismo fondamentalista. Dal 2003 ad oggi sono 43 i connazionali scomparsi in attentati e in questo momento è giusto accomunarli tutti nel ricordo ripetendo ancora una volta che il non ci faremo piegare dalla strategia del terrore”.
Alle parole di Ciambetti ha fatto seguito una breve illustrazione della Biblioteca tenuta da Pierluigi Ciprian, responsabile della struttura bibliotecaria, di Ermenelinda Damiano, Presidente del Consiglio Comunale Comune di Venezia, delegata dal Sindaco di Venezia e di Marie-Christine Jamet, Direttrice di Alliance Francaise e Console Onorario di Francia a Venezia.

La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano,
“Voglio ringraziare di cuore il Consiglio regionale per questa intitolazione – ha dichiarato Damiano, portando un breve saluto da parte dell’Amministrazione comunale – che è un altro tassello di quel percorso collettivo di costruzione della memoria di Valeria Solesin, che, come istituzioni, abbiamo deciso di condividere, a seguito del terribile attentato al Bataclan di Parigi. La memoria di Valeria e le iniziative a lei dedicate in questi due anni hanno tenuto la nostra città viva e partecipe del suo impegno nel sociale e nella ricerca. Abbiamo imparato a conoscere questa giovane donna grazie alla sua famiglia e ai suoi amici – ha poi concluso la presidente, rivolgendosi direttamente alla madre e al fratello di Valeria – ed è a loro che va il ringraziamento più grande, perché, nell’affrontare il dolore, ci hanno dato un grande esempio di vita e di dignità”.

Alessandra Moretti, presentatrice della risoluzione dell’8 novembre 2016 con cui iniziò l’iter conclusosi oggi, ha quindi preso la parola: “Valeria Solesin, nel suo lavoro di ricercatrice, era impegnata a costruire una visione di pace, in un mondo aperto, inclusivo, plurale. Era una donna coraggiosa, molto coraggiosa, così come lo è la mamma, la signora Luciana. Sono commossa perché so cosa può significare perdere una figlia, so cosa potrebbe significare perdere una sorella, una sorella come Valeria e – rivolgendosi alla signora Luciana Milani Solesin e al fratello di Valeria, la Moretti ha voluto sottolineare che “contenta di essere qui con voi che ci avete dato una forza in questi anni, la forza della vostra dignità, la dignità che aveva Valeria. E’ stato giusto dedicare la sala della biblioteca a Valeria perché è solo con le armi della cultura e della conoscenza che si potrà sconfiggere il terrorismo”.

A chiudere la cerimonia la signora Luciana Milani Solesin che ha voluto ricordare anche lei tutte le vittime del terrorismo e dopo aver ringraziato il Consiglio regionale, il Comune e la cittadinanza veneziana per l’affetto e il rispetto dimostrato alla sua famiglia ha voluto ricordare anche l’impegno profuso dalla Regione nel finanziare il nuovo blocco del Centro di maternità di Anabah, in Afghanistan, realizzato da Emergency e intitolato alla giovane veneziana: 4 sale parto, 2 sale operatorie, una terapia intensiva e una sub-intensiva neonatali, una terapia intensiva per le complicazioni durante il parto, un ambulatorio, un’area travaglio. “Questa biblioteca è il posto ideale per ripetere che la conoscenza è l’unico mezzo che abbiamo – ha spiegato la signora Solesin – Cercare di capire e conoscere: la strada è solo questa. Anch’io mi associo nel ricordare tutte le vittime del terrorismo”.
La signora Solesin ha poi concluso “Vorrei che ricordaste Valeria non solo come studiosa ma anche come ragazza spensierata, perché lo era, era simpatica, vivace, spesso un po’ ribelle, alternativa, sbarazzina e penso sia giusto ricordarla anche così. Certo, era una studiosa ma era anche una ragazza spensierata”.

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Sicilia, sentenza Tar: il mega parco eolico offshore nel Golfo di Gela è bocciato

Finalmente una buona notizia. Il Golfo di Gela, nel tratto di mare compreso tra Macchitella e Punta delle Due Rocche, rimarrà com’era. Il progetto di una centrale eolica offshore da 137 megawatt per la produzione di energia elettrica, proprio di fronte al Castello di Falconara non verrà realizzato. La sentenza del Tar Sicilia ha posto fine ad una questione che si trascinava da anni. Da quando la Mediterranean Wind Offshore Srl,costituita dalla Holding di Partecipazione per l’Ambiente di Augusta e dalla Termomeccanica Ecologia Spa, ha dato avvio al progetto per il maxi parco eolico, con gli studi condotti nell’area tra il 2003-2005, quindi con la pubblicazione nel 2008 della sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale e nel 2014 con la presentazione del progetto da 150 milioni di euro. Al posto delle 113 pale iniziali “solo” 38, con un’area di sviluppo di 9,5 km quadrati. Inequivocabile lo stravolgimento del paesaggio di quella parte di Sicilia sud-occidentale.
Le associazioni ambientaliste e culturali del territorio insieme al gruppo societario che possiede il Castello di Falconara hanno dato battaglia e alla fine hanno vinto.
I giudici amministrativi hanno rilevato numerosi difetti di istruttoria nella Valutazione di Impatto Ambientale. Una serie lunghissima di omissioni e sottavalutazioni. A partire dallo scarso rilievo assegnato all’impatto visivo, nonostante l’impianto si trovasse a circa due miglia dalla costa. “Si consideri che l’opera finale consiste nella posa sul fondale di 38 turbine con una altezza della parte emersa pari a 80 metri e un diametro del rotore pari a 113 metri, mentre l’altezza raggiunta da una pala nel corso della rotazione è di circa 135 metri”, si spiega nella sentenza. Inoltre “appare evidente l’illegittimità dell’esclusione della Soprintendenza del Mare dal procedimento, fermo restando che l’autorizzazione delle opere comporterebbe un danneggiamento irreversibile di beni di natura archeologica e culturale”. Senza contare che “l’area risulta interessata anche dal Castello di Falconara di assoluto pregio culturale, architettonico ed artistico e quindi l’opera doveva essere sottoposta ad autorizzazione paesaggistica”.
Un progetto quello presentato che violava anche il piano territoriale paesistico della Provincia di Caltanissetta che “nelle aree comprese tra i siti di interesse comunitario di Manfria e Rupi di Falconara vieta anche la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Venezia: Grandi Navi, l’annoso problema che il Governo non vuole risolvere

Difficile andare d’accordo con le associazioni ambientaliste che vedono pericoli imminenti per la salvaguardia di Venezia quando si vedono transitare sul canale della Giudecca, davanti Piazza San Marco, i bestioni dei crocieristi. Non solo fanno impressione per la loro enormità sproporzionata ma perché sono peggio delle centrali atomiche, quando quest’ultime hanno tali e sofisticati sistemi di prevenzione “al disastro” (aleatorio). Le navi da crociera che arrivano a Venezia o quelle che si vorrebbero far approdare (da diecimila passeggeri) nel caso di un incidente voluto o non voluto dall’uomo (vedi il caso del capitano Stecchino all’isola del Giglio) la devasterebbero. La paura è così grande che da qualche anno i veneziani sono risorti, organizzandosi nella lotta e nel presidio. Ma la cosa che fa piangere è l’impatto di questi enormi alberghi “flottanti” con le piccole gondole nere, i traghetti, i barchini, le lance e “piccoli” yatch che stazionano lungo la riva degli Schiavoni. E’ stato più facile combattere l’apertura del Superphenix di Creys Malville (Digione-Francia) da un movimento trasversale nato a Ginevra che l’eliminazione delle navi da crociera dal Bacino di San Marco. Come mai? Eppure una centrale atomica costa molto di più che una nave da crociera che, per gli esperti, potrebbe avere un doppio uso: civile e militare (plutonio). Sarà una questione sociologica, antropologica o affaristica? Rispondendo a queste domande ci è parso utile riprendere alcune battute apparse sulla stampa. L’altro giorno si è tenuto a Roma il Comitatone…le associazioni si sono riunite in assemblea protestando e accusando l’esecutivo: “L’assenza del governo ha fatto fallire in maniera miserabile il tavolo tecnico”. Il motivo? Nella legge che prevede la presenza del premier, dei ministri delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Ambiente, dei Beni e delle attività culturali, della Ricerca Scientifica e dei rappresentati delle istituzioni ed enti locali. Al momento del voto veneziano, però, c’era solo l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Gli ambientalisti chiedono il blocco dell’ingresso in Laguna delle Grandi Navi. “La soluzione di un porto crocieristico all’interno della Laguna a Porto Marghera, con il transito di navi da crociera sempre più grandi nel canale Malamocco–Marghera, e con l’utilizzo (quasi del tutto abortito) del Canale Vittorio Emanuele è la peggiore decisione e soluzione possibile”.
I motivi sono stati illustrati durante l’assemblea da numerosi interventi. C’è chi ha ribadito il rischio di una devastazione nella Laguna Centrale, anche a causa degli ipotizzati lavori di escavo e raddoppio di tutto il tracciato del Canale dei Petroli. C’è chi ha sottolineato l’incompatibilità tra attività e traffici commerciali e industriali presenti a Porto Marghera, con il rischio di incidenti. Inoltre, il polo crocieristico che dovrebbe sorgere a Marghera innescherebbe la grande corsa degli interessi privati, con speculazioni sulle aree interessate a un nuovo sviluppo.
Nel piano governativo si afferma che “le grandi navi arriveranno a Marghera e si fermeranno nel Canale Nord Sponda Nord, con accesso attraverso la bocca di Malamocco e il canale di navigazione Malamocco-Marghera”. Inoltre: “In questa fase transitoria, in attesa che il terminal di Marghera sia attrezzato, metteremo in campo una nuova determinazione della Autorità marittima con nuovi criteri più oggettivi, che tenga conto di tutte le variabili architettoniche, paesaggistiche e ambientali per preservare al massimo la Laguna. Vanno sfruttati al massimo gli attuali canali esistenti, senza scavare nuovi canali, per consentire alla Marittima di continuare a funzionare bene e di svilupparsi. E’ possibile sviluppare il porto, far arrivare le crociere, senza per questo mettere a rischio il patrimonio di Venezia”.

Il veneto-brasileiro “Talian”, lingua ufficiale del Brasile dal 2014

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Parlando veneto ci si intende tra continenti diversi, anche a distanza di generazioni. Questa l’esperienza di Anna Tolin, restauratrice e grafica padovana, Mattia Stoppato, consigliere comunale di San Giovanni Lupatoto, Andrea Grazian, tecnico agrario vicentino, e Alessandro Mocellin, bassanese, direttore dell’”Academia de ła lengua veneta”. I quattro sono stati protagonisti del progetto “Catarse tra Veneti” che ha condotto giovani veneti di diverse province a conoscere altri veneti, quelli del Rio Grande do Sul, discendenti di quanti emigrarono in Brasile a fine Ottocento e inizio Novecento. La missione culturale veneta è stata ideata e organizzata dall’associazione InfoMedia Veneto, che si occupa di diffondere la cultura veneta in Veneto e nel mondo. Il progetto ha ottenuto un contributo anche dell’ assessorato ai Flussi migratori e ai veneti nel mondo della Regione del Veneto.
I quattro veneti hanno incontrato 9 comunità di due diverse province di Rio Grande do Sul, 5 scuole, 3 università (Santa Maria, Caxias do Sul e Porto Alegre) dove hanno partecipato, anche in qualità di relatori, a seminari internazionali sul ‘talian”, nell’ambito di progetti scientifici volti a promuovere progetti di divulgazione e insegnamento del veneto-brasileiro.
“L’emigrazione in Brasile è stata un fenomeno al 90% veneto. E ancor oggi il ‘talian’ che in realtà è veneto-brasileiro, o veneto-riograndes, è la lingua comune nelle comunità di immigrazione nord-italiana in Brasile. Toponimi come São João do Polêsine, Vale Vêneto, Nova Padua, Nova Bassano, Novo Treviso, Val Verones, Val Feltrina, Nova Udine, Nova Veneza, e persino “Monte Grappa” sono la prova eloquente di come i veneti abbiano voluto riprodurre la loro terra dall’altra parte del mondo”, fanno notare Mattia Stoppato e Matteo Grazian.
“È stato anzitutto un momento per conoscersi e riconoscersi. Distanti oltre 10.000 km dal Veneto, sentire uomini e donne, anche bambini, nati nel sud del Brasile parlare la nostra lingua veneta, che è la lingua dei loro padri, è stato davvero emozionante”, commenta Anna Tolin.
Tra il 1875 e la prima guerra mondiale, da quella che allora era chiamata “la Venezia” e contava 2,6 milioni di abitanti, emigrarono 1,4 milioni di abitanti. Il veneto-brasileiro da novembre 2014 è riconosciuto ufficialmente come lingua dal Brasile.
“Abbiamo portato il nostro contributo al dipartimento Lingue straniere dell’Università di Caxias do Sul, per elaborare futuri progetti di divulgazione e insegnamento del veneto-brasileiro”, sottolinea il capo-delegazione Mocellin. La delegazione veneta ha partecipato anche al seminario sul multilinguismo organizzato dall’Università Federale dello Stato del Rio Grande do Sul di Porto Alegre, con docenti, studenti e ricercatori del dipartimento di lingue straniere.
“Questi progetti fanno bene alla cultura, non solo quella veneta e dell’emigrazione, ma alla cultura in generale – commenta Manuela Lanzarin, assessore ai Flussi migratori e ai veneti nel Mondo – perché aiutano i giovani ad incontrarsi, ricucendo le distanze e le ferite che la Storia a volte ha creato, e premiando i valori dello studio, dell’incontro, dello scambio, del rispetto delle identità e della crescita umana, all’insegna di un patrimonio culturale e anche linguistico, quello veneto, che inizia ad essere apprezzato e riconosciuto, persino ufficialmente, da università e istituzioni anche all’estero”.

Foto allegate:
a) Il capo delegazione Alessandro Mocellin, responsabile del progetto “Catarse tra veneti” e direttore dell’Academia de ła Łengua Veneta, con il prof. Darcy Loss Luzzatto, autore di dizionari e grammatiche sul ‘talian’, o veneto brasileiro
b) Foto di gruppo: la delegazione veneta guidata da Alessandro Mocellin all’università federale dello Stato di Rio Grande do Sul, in occasione del seminario sul ‘talian’.

L’audizione del presidente Zaia in Commissione parlamentare Tecnica Paritetica sul Federalismo


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COMMISSIONE FEDERALISMO FISCALE – Audizione Zaia
alle ore 14 presso la Commissione parlamentare Tecnica Paritetica sul Federalismo Fiscale, Aula del III piano di Palazzo San Macuto, adiacente a Montecitorio, svolgerà l’audizione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sui principi del federalismo fiscale e l’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

Sanzioni alla Russia: l’Italia ha perso sei miliardi

MILANO – Sanzioni, embarghi e divieti, secondo Zeno Poggi, fondatore della Zpc, azienda specializzata nei servizi dell’organizzazione industriale e nella gestione del rischio per il commercio estero, le sanzioni con la Russia sono costate molto care all’Italia.
Le sanzioni alla Russia hanno avuto pesanti ricadute a 360 gradi in Italia, dal settore del lusso, al turismo, a quella della meccanica. Si poteva evitarle?
Abbiamo perso 5 miliardi di esportazioni. Perché, quando il Paese è stato sanzionato, ha reagito come poteva: inserendo a sua volta pesanti dazi, approvvigionandosi verso altri mercati di sbocco- penso a tutto il comparto alimentare e ortofrutticolo- e con un effetto psicologico laterale: ovvero i Russi hanno iniziato a non viaggiare più in Europa o a comprare prodotti europei. Per i Russi la ritorsione era legittima, facile da attuare e a costo zero perché il conto delle sanzioni l’avrebbero pagato le aziende, non le istituzioni. Morale: ora esportiamo più in Turchia che in Russia, e neppure la Turchia è un Paese democratico.
Quindi cosa chiedete alle istituzioni?
Di collaborare di più con le aziende. Per questo abbiamo fondato un’associazione Awos (acronimo di A World Of Sanction, ndr) a cui partecipano aziende, istituti finanziari, istituzioni pubbliche del ministero dello sviluppo economico, del commercio e industria, degli affari esteri, ma anche dell’Unione Europea, per dialogare sui temi di attualità mettendo fattori comune le reciproche competenze e dando vita a una piattaforma scientifica che monitora costantemente una situazione in continua evoluzione.

Al cinema per tre euro ma non all’Esperia di Castelfranco Veneto

Al cinema con tre euro, da martedì nei cinema della Marca
Per il mese di novembre torna l’iniziativa della Regione con il grande cinema a costo ridotto TREVISO – Dopo il successo della scorsa primavera, riprendono martedì 7 novembre nei cinema di Treviso e provincia gli appuntamenti de “La Regione ti porta al cinema con tre euro – i martedì al cinema”.
Per tutto il mese, ogni martedì, gli spettatori potranno fruire di opere d’autore, spesso alternative ai grandi circuiti commerciali che saranno proiettati al costo di 3 euro. A Treviso i cinefili potranno darsi appuntamento al Multisala Corso e all’Edera, mentre, in provincia, al Georges Méliès di Conegliano, al multisala Italia di Montebelluna e al cinema Cristallo di Oderzo.
Per questo martedì il cinema Corso propone, alle 17.30, 20.00 e 22.00, il film ambientato proprio nella Marca “Finché c’è prosecco c’è speranza” (Noir, Italia 2017, 101’) di Antonio Padovan. Una serie di omicidi e, unico indiziato, un morto: il conte Desiderio Ancillotto, grande vignaiolo che pare essersi tolto la vita inscenando un improvviso e teatrale suicidio.
All’Edera, alle 17.30, 20.05 e 22.15, va in scena “Mistero a Crooked House” di Gilles Paquet-Brenner, tratto dal best seller di maggior successo di Agatha Christie. L’opera è un giallo ambientato in Inghilterra alla fine degli anni ’50. Quando il ricco patriarca greco Aristides Leonides muore in circostanze misteriose, la nipote Sophia chiede all’investigatore privato Charles Hayward, suo ex amante, di stabilirsi nella tenuta di famiglia per indagare sulla vicenda. Una volta lì, Charles fa la conoscenza delle tre generazioni della dinastia Leonides trovando un’atmosfera velenosa, piena di risentimenti e gelosie.
Spostandosi in provincia, al Cinema Cristallo di Oderzo troviamo in cartellone (alle 20.00 e 22.00) , “La storia dell’amore”di Radu Mihaileanu. Da un paesino della Polonia negli anni Trenta alla New York dei giorni nostri l’opera ripercorre la straordinaria storia d’amore tra Léo, l’uomo che è sopravvissuto a tutto e Alma, la donna più amata del mondo. Oggi un’altra Alma, adolescente newyorchese e contagiata dallo stesso virus meraviglioso dell’amore, vuole essere la donna più amata del mondo. Sembra che niente leghi Léo alla giovane Alma ma l’amore attraverserà il tempo e i continenti per unire i loro destini.
Il Multisala Italia di Montebelluna offre invece la possibilità di vedere “A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia” (alle 15.30, 17.30, 17.40 e 21.45), film storico di Amma Asante. Nel 1947, Seretse Khama, erede al trono del Botswana, incontra in un bar Ruth Williams, impiegata bianca londinese e tra loro è amore a prima vista. Pur essendo il loro un amore autentico, la loro unione interraziale incontra l’opposizione non solo da parte delle famiglie, ma anche dei governi britannico e sudafricano.
A tema storico, infine, anche la proposta del Multisala Georges Melies di Conegliano con la proiezione (17.30, 20.00 e 22.20), di “Vittoria e Abdul” di Stephen Frears. Nel 1887, il commesso Abdul Karim parte dall’India per donare alla regina una medaglia in occasione delle celebrazioni per il suo Giubileo d’Oro: sorprendentemente, l’uomo incontra il favore della sovrana, stringendo così un legame inaspettato. Il loro improbabile rapporto, senza precedenti nella storia, scatena una battaglia all’interno della casa reale, che mette la regina a confronto con la corte e la famiglia.
Ogni settimana sarà possibile verificare quali opere sono in programmazione sui siti internet martedialcinema.agistriveneto.it oppure attraverso l’applicazione App al Cinema. L’iniziativa è organizzata dalla Federazione Italiana Cinema d’Essai (FICE) delle Tre Venezie, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) delle Tre Venezie, Regione del Veneto.

Virginia, USA: Il dito medio alzato contro il corteo di Trump. Impiegata americana licenziata il giorno dopo

Usa, dito medio contro Trump: licenziata. La celebre foto le costa il posto di lavoro
Un gesto di dissenso che le è costato il posto di lavoro. Juli Briskman, che il 28 ottobre, in sella alla sua bicicletta in una strada della Virginia ha alzato il dito medio al passaggio dell’auto che stava trasportando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stata licenziata. La società di tecnologia e costruzioni per cui la donna lavorava come dirigente della comunicazione, l’Akima, che partecipa alle gare d’appalto del governo, ha motivato la scelta spiegando che “quella foto violava la politica aziendale sui social media, che vieta la pubblicazione di immagini oscene sugli account privati dei propri dipendenti”. Così, l’immagine scattata da un fotografo dell’Afp, che le ha dato molta popolarità, le si è rivoltata contro. “Non ero neanche al lavoro quando l’ho fatto”, si è difesa Briskman, che poi al Washington Post ha dichiarato “Lo rifarei”. E c’è da credergli, dato che ha tappezzato i propri profili di Facebook e Twitter con la fotografia che le è costata il licenziamento. afp

Treviso: Prosecco in mostra alla Casa dei Carraresi. Finalmente si pensa al nostro territorio

Il Prosecco va in mostra. Scoprire cosa sta dietro alla bottiglia di vino attraverso un viaggio emozionale nella cultura, nella storia e nell’identità di un prodotto legato a Treviso, divenuto un successo mondiale; tutto questo sarà possibile a “Prosecco & Superiore ai Carraresi”, prima esposizione a tema mai realizzata in programma dall’11 novembre all’1 maggio 2018 a Casa dei Carraresi a Treviso. Obiettivo dichiarato è raccontare quello che ormai è il vino simbolo della Marca Trevigiana, divenuto nel mondo sinonimo di bere italiano in modo originale, esprimendo informazioni tecniche in una forma coinvolgente e accessibile a tutti: dagli appassionati e intenditori alle famiglie, dagli studenti delle scuole fino ai turisti italiani e stranieri. La mostra, ideata dall’imprenditore Paolo Lai, è sviluppata con il coordinamento scientifico del dott. Diego Tomasi del Crea-Ve e la collaborazione di Fondazione Cassamarca, i consorzi di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Montello e Colli Asolani e Prosecco doc, l’Associazione Italiana Sommelier del Veneto e Unindustria Treviso. «L’idea della mostra nasce dalla mia passione per questo vino, molto apprezzato ma talvolta conosciuto solo superficialmente dai trevigiani stessi», spiega Lai. «L’obiettivo del progetto è quello di aumentare la cultura del Prosecco, dare valore al lavoro dei produttori ma anche offrire alla città di Treviso un’attrazione turistica in più, capace di coinvolgere nuovi visitatori italiani e stranieri, appassionati di questo vino».
A “Prosecco & Superiore ai Carraresi” si potranno scoprire tutti gli elementi che rendono speciale il Prosecco nelle sue tre identità: docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, docg Asolo Prosecco Superiore e doc Prosecco; il percorso espositivo, un unicum nel territorio trevigiano, fonderà una mostra tradizionale con le innovazioni tecnologiche digitali (dalle piattaforme interattive agli spazi multisensoriali). Il coordinamento del Crea-Ve è stato essenziale per far emergere la solidità tecnico-scientifica di questo vino, che nasce dalla conoscenza di un vitigno, il Glera, e si consolida con aspetti legati al territorio e alla tradizione,
fino alle tecniche di trasformazione dell’uva. La visita si concluderà con la possibilità di degustare le bollicine di Prosecco doc e docg di una selezione di produttori nell’area enoteca, adibita al termine del percorso espositivo.
Per info: http://www.proseccoaicarraresi.it .

Noi eravamo per festeggiare il 4 novembre

La Regione Veneto celebra il 4 novembre presentando, a Treviso, il film “Noi eravamo” di Leonardo Tiberi. Il film, realizzato grazie al contributo della Regione del Veneto nell’ambito delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra, racconta le vicende umane, la passioni ideali e il sacrificio di tanti giovani emigrati italiani che, come il futuro sindaco di New York Fiorello La Guardia, decisero di ritornare nel loro paese per combattere a fianco dei loro coetanei in difesa della Patria. Duplice l’invito al teatro Eden del capoluogo della Marca, in occasione dell’anniversario della fine della Grande Guerra e della Giornata delle Forze Armate: al mattino, alle ore 10.30, sono invitate le scuole superiori; nel pomeriggio, alle ore 17, la proiezione è aperta alla cittadinanza, presenti gli assessori regionali alla promozione turistica Federico Caner, alla cultura Cristiano Corazzari, e alla scuola Elena Donazzan, nonché le autorità civili e militari del Veneto. “Noi eravamo” è prodotto da Baires Produzioni assieme all’Istituto Luce-Cinecittà, che ha fornito preziosi materiali d’archivio. Con questo film prosegue l’esperienza cominciata con ‘Fango e Gloria’, rievocazione filmica costruita rivitalizzando materiali di repertorio come parte sostanziale della narrazione cinematografica e facendoli interagire con l’azione del girato. Il cast del film è composto da Alessandro Tersigni, Yari Gugliucci, Davide Giordano, Beatrice Arnera, Eliana Miglio, Emanuela Grimalda e Roberto Citran. Gran parte delle riprese sono state girate in territorio trevigiano. Entrambe le proiezioni sono ad ingresso libero. Per ragioni di carattere organizzativo è richiesta la conferma di presenza all’indirizzo di posta elettronica beniattivitaculturalisport@regione.veneto.it.