Presentato a palazzo Ferro Fini il libro ‘Si può fare! Guida al Veneto sostenibile’, di Michele Boato

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Si è svolta oggi a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la presentazione del libro di Michele Boato ‘Si può fare! Guida al Veneto sostenibile’, un volume in cui l’autore presenta molteplici opere venete, realizzate in armonia con la natura e nel rispetto per l’ambiente, che hanno ridotto al minimo l’impatto ambientale. Alcune realizzazioni sono antiche, come i pozzi veneziani che raccolgono acqua piovana e l’Orto botanico di Padova, altre, invece, recenti, sono il frutto di sinergie in ambito economico, architettonico, urbanistico, tecnologico e con il mondo del volontariato. Un libro che si può avere in pdf e volendo anche in formato cartaceo con la modica spesa di dieci euro. Michele Boato ha curato l’intero volumetto che contiene ben duecento luoghi da visitare veramente eccezionali per la loro storia in cui il sapere umano ha contribuito alla salvaguardia del territorio. Oltre ai siti Unesco, ai borghi medievali, ai parchi naturalistici, alle città murate, l’autore veneziano, cafoscarino, politico di lunga data impegnato con i Verdi, riporta alla ribalta architetture, ingegnerie, manufatti, giardini, luoghi che vogliono dimostrare che c’è ancora un Veneto sostenibile. Chissà che questo libro-guida porti alla realizzazione di un video che racconti le caratteristiche di tutti i luoghi citati e spiegati.  Così almeno si incrementerà il turismo “intelligente” e “colto”.

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Stagione Lirica di Padova 2018 dal 2 agosto al 31 dicembre

Tre opere liriche, un concorso internazionale ed il concerto di Capodanno, grandi nomi della lirica internazionale e giovani talenti: questo il cartellone della Stagione Lirica di Padova 2018 in scena al Castello Carrarese e al Teatro Verdi di Padova dal 2 agosto al 31 dicembre.
La Stagione è organizzata dal Comune di Padova, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto e la Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto e si avvale del contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo e della Fondazione Antonveneta.
La stagione Lirica di Padova sarà inaugurata da una nuova produzione de Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, opera tra le più rappresentate al mondo, per proseguire con grandi classici proposti in suggestivi allestimenti come Nabucco di Giuseppe Verdi e La Cenerentola di Gioachino Rossini.
Arricchiscono il cartellone due imperdibili serate evento: il concerto dei finalisti del Concorso Lirico Internazionale “Iris Adami Corradetti“ in calendario sabato 13 ottobre 2018, ore 20:45 ed il concerto di Capodanno.

La stagione lirica 2018 apre giovedì 2 agosto 2018, ore 21:15, al Castello Carrarese di Padova con un omaggio a Gioachino Rossini nei 150 anni dalla sua scomparsa. In scena l’opera Il Barbiere di Siviglia. Il nuovo allestimento, coproduzione con il Comune di Bassano del Grappa – Opera Festival, è affidato al giovane regista Yamal Das Irmich che, con lo scenografo Mattia Paoletti, si concentrerà su quest’opera dal ritmo incandescente che parla di amore, ma anche di denaro.
L’Orchestra di Padova e del Veneto sarà diretta da Nicola Simoni. Il Coro Lirico Veneto è preparato dal maestro del coro Stefano Lovato.
Protagonista un cast di altissimo livello: il baritono lucchese Massimo Cavalletti, vestirà i panni di Figaro, uno dei sui cavalli di battaglia, Rosina sarà interpretata dal mezzosoprano friulano Alessia Nadin, il tenore Pietro Adaini, giovane talento siciliano, sarà Il Conte d’Almaviva, il basso bergamasco Gabriele Sagona, già nel pieno di una brillante carriera, interpreterà Don Basilio e al basso-baritono milanese Giovanni Romeo sarà affidato il ruolo di Don Bartolo.
Ancora nella parte di Berta Giovanna Donadini e di Fiorello Carlo Checchi.

La Stagione Lirica 2018 proseguirà, venerdì 26 ottobre 2018, ore 20:45 e domenica 28 ottobre 2018, ore 16:45, al Teatro Verdi di Padova, con una delle opere più amate e conosciute dal pubblico: Nabucco, dramma lirico in quattro parti, su libretto di Temistocle Solera e musica di Giuseppe Verdi.
Un cast di livello internazionale vede nei panni del protagonista Nabucco il giovane baritono Enkhbat Amartuvshin, già apprezzato dal pubblico padovano lo scorso anno nel ruolo del Conte di Luna nel Trovatore, il basso polacco, Rafal Siwek, apprezzato interprete verdiano che si esibisce in tutti i teatri più importanti in Italia e nel mondo, sarà il sacerdote Zaccaria, il soprano statunitense Juliana di Giacomo interpreterà il ruolo impervio di Abigaille. Ancora un felice ritorno al Teatro Verdi di Padova, che ha visto l’inizio della sua carriera, per il mezzosoprano Annalisa Stroppa, vincitrice del Concorso Internazionale Iris Adami Corradetit nel 2009, e lanciata successivamente da Riccardo Muti, che darà voce e corpo al personaggio di Fenena. Completano il cast l’Ismaele di Vicenzo Costanzo e Abdallo interpretato da Antonello Ceron.
L’Orchestra di Padova e del Veneto sarà diretta da Jordi Bernàcer.
Regia, scene, costumi e luci dello spettacolo, nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Nazionale di Maribor ed il Teatro Sociale di Rovigo, saranno firmate dal giovane regista vicentino Filippo Tonon. Il Coro Lirico Veneto, sarà preparato da Giuliano Fracasso.
A dicembre il terzo e ultimo titolo in programma per due recite, sabato 29, ore 20:45 e lunedì 31, ore 20:45, è La Cenerentola di Gioachino Rossini, in coproduzione con il Comune di Bassano del Grappa – Opera Festival.
Francesco Ivan Ciampa dirige l’Orchestra di Padova e del Veneto e il Coro Lirico Veneto, preparato da Stefano Lovato. Regia, scene, costumi e luci sono firmate da Paolo Giani.
Don Ramiro sarà il giovane tenore argentino Juan Francisco Gatell, il baritono ventottenne Alessio Arduini interpreterà il ruolo di Dandini, ritornerà il mezzosoprano bresciano Annalisa Stroppa nei panni di Angelina, Don Magnifico sarà Paolo Bordogna, basso-baritono di fama internazionale dalla voce brillante ed estesa. Completano il cast il soprano Irina Ioana Baiant, Clorinda e Vito Priante, Alidoro.
Il titolo renderà omaggio a Lucia Valentini Terrani, grande voce rossiniana, ricordata come una delle migliori interpreti di quest’opera a vent’anni dalla scomparsa. Nel 1978 interpretò il ruolo di Angelina in Cenerentola in una leggendaria edizione al Teatro Verdi di Padova, diretta da Albero Zedda.
Martedì 1 gennaio 2019, ore 17:00, il tradizionale concerto di Capodanno, che vedrà protagoniste le voci del soprano Salome Jicia e del tenore Paolo Fanale accompagnati dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Francesco Ivan Ciampa, saluterà il nuovo anno.

Al Teatro Verdi (via Livello, 32 – Padova), continua la prevendita dei biglietti per il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini che si terrà al castello Carrarese di Padova.

Venezia, Biennale Teatro: Gisèle Vienne e il lato oscuro della provincia americana, tra arti plastiche e arti dal vivo

Figura singolare, che si è imposta sulla scena internazionale di questi ultimi anni, Gisèle Vienne arriva alla Biennale Teatro con un due spettacoli che esplorano, come la più giovane Davy Pieters, ma con mezzi diversi, il mondo della violenza scardinandone la nostra percezione.
Quarantenne, franco-austriaca, Gisèle Vienne gravita al crocevia tra arti plastiche e arti dal vivo (ha studiato anche l’arte dei burattini), spingendo la sua ricerca attorno ai binomi umano e artificiale, mobilità e immobilità, violenza e tenerezza. I suoi spettacoli sono affollati di personaggi in carne e ossa, burattini, bambole, maschere e altri oggetti che permettono una vasta gamma di dinamiche passando dalla staticità al movimento alla rappresentazione della realtà.

Sabato 28 luglio alle Sale d’Armi dell’Arsenale il primo dei due spettacoli firmati da Giséle Vienne: Jerk, che mette in scena il lato più oscuro della provincia americana. Lo spettacolo è la ricostruzione immaginaria, poetica e al tempo stesso cupa dei crimini perpetrati da un serial killer, Dean Corll, che con la complicità dei teenager David Brooks e Wayne Henley uccise più di venti ragazzi in Texas a metà degli anni ‘70. Ma davvero particolare è la sua realizzazione. La performance è un assolo “strabiliante” (Le Monde) di Jonathan Capdevielle, attore feticcio della Vienne e co-autore dello spettacolo, che nel ruolo del burattinaio fa rivivere il fatto di cronaca nera attraverso i suoi burattini. Come in un gioco di specchi, infatti, la storia ha per protagonista uno dei complici, David Brooks: condannato a vita, in carcere apprende l’arte dei burattini, che diventa un modo per affrontare le sue responsabilità. Scrive un testo in cui ricostruisce gli efferati omicidi commessi da Dean Corll e lo rappresenta davanti a una classe di studenti di psicologia dell’università locale proprio con i burattini.

L’apparente realismo e la storia vera che ne è fondamento, l’identificazione stessa del burattinaio con il personaggio di David Brooks fanno esplodere questo senso di rassicurante realismo. Il tema è sempre quello caro alla Vienne della percezione della realtà.
Jerk è in replica il giorno successivo (ore 18.00), mentre il secondo spettacolo della Vienne, Crowd, debutterà il 30 luglio.

Sabato 28 luglio debutteranno, preceduti dall’ultima replica di Oblò di Giuseppe Stellato (foyer del Teatro alle Tese, ore 18.15), dreamed apparatus, installazione peformativa che ruota intorno al disegno di una linea di sabbia, e Title, entrambi al Teatro alle Tese (ore 19.00 e ore 20.15), due lavori che completano il ritratto dedicato a Clément Layes. E’ una duplice incursione di Layes nel mondo che ci circonda, quel mondo di oggetti apparentemente familiari che l’uomo stesso ha fabbricato.
Title gioca sul parallelismo tra le nostre azioni quotidiane e i pensieri che ci attraversano, le azioni simmetriche del fare e del pensare: mentre facciamo un caffè magari pensiamo a domani, mentre camminiamo per strada magari pensiamo a viaggi immaginari. E’ con humour che Layes esplora la discrepanza tra l”o spettacolare silenzio degli oggetti quotidiani” che noi assembliamo senza sosta e la rete di pensieri e associazioni che costruiamo attorno a loro.
A vederlo, lo spettacolo sembra una coreografia di oggetti che mano a mano si animano e acquistano vita propria. Tutto avviene in una “pista” circolare come quella del circo ed è accompagnato da un crescendo musicale che sembra annunciare chissà quale evoluzione acrobatica di cui alla fine sono protagonisti gli oggetti stessi.
Per la serie di conversazioni con gli artisti al Giardino della Marceglia, condotti dal critico di teatro Claudia Cannella, è la volta di Davy Pieters.

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 LUGLIO
ore 16.30 Giardino della Marceglia (Arsenale) incontro con DAVY PIETERS condotto da Claudia Cannella
ore 18.15 Foyer Tese (Arsenale) OBLÓ (2018, 30’) di Giuseppe Stellato
ore 19.00 Teatro alle Tese (Arsenale) DREAMED APPARATUS (2014, 60’) di Clément Layes
ore 20.15 Teatro alle Tese (Arsenale) TITLE (2015, 60’) di Clément Layes
ore 21.45 Sala D’Armi A (Arsenale) JERK (2008, 55’) di Gisèle Vienne

UNA FOTO DI CROWD DI Gisèle Vienne © ESTELLE HANANIA

Roma, Camping River: 150 persone abusive. Interviene la polizia

Grande soddisfazione è stata espressa dalla prima cittadina. “Da oggi, il Camping River chiude”, scrive il sindaco in un lungo post su Facebook.”Altri nuclei familiari, dopo quelli che hanno già accettato negli ultimi mesi, si stanno ora trasferendo presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale: continuiamo a mettere a loro disposizione soluzioni che consentono alle famiglie di restare unite. Sempre più persone, inoltre, stanno chiedendo ai nostri operatori informazioni riguardo le misure di inclusione abitativa e lavorativa, e i rientri volontari assistiti nei Paesi di origine. È inaccettabile – aggiunge – continuare a finanziare luoghi come questi dove si favorisce la ghettizzazione e, soprattutto, dove le condizioni di vita non tutelano i diritti di bambini, donne e uomini”. “Una ‘terza via’ basata su inclusione e rispetto della legalità, tutela dei diritti e rispetto dei doveri è possibile. Lo dimostrano i primi rientri volontari assistiti in Romania che abbiamo organizzato le testimonianze delle famiglie già tornate a casa ci fanno capire che siamo sulla strada giusta”, spiega la Raggi.
Mettiamo fine ad un sistema che per decenni ha emarginato le persone, creato disagi ai cittadini e sperperato centinaia di milioni di euro che avrebbero potuto essere investiti diversamente. È un cambio di marcia rispetto al passato – conclude – stiamo unendo fermezza ed inclusione non appiattendoci sulle posizioni estremistiche di chi propone l’assistenzialismo ideologico senza regole o chi vorrebbe la chiusura dei campi senza proporre alternative di vita concrete alle persone”. Il vicepremier Luigi Di Maio, dal canto suo, difende l’operato della Raggi:”Abbiamo sentito la Polizia Locale che smentisce qualsiasi tipo di scontro. È uno sgombero pacifico e lo ritengo legittimo”.

La piscina condominiale è a carico dell’amministratore. Sappiatevi regolare.

(di G. Benedetti 24 luglio 2018). La normativa che riguarda le piscine condominiali comprende il Dpr 616/1977 e la legge 833/1978, che individuano, tra le materie di assistenza sanitaria ed ospedaliera, la tutela igienico e sanitaria delle attività sportive e ricreative. Si è poi ritenuto necessario l’intervento normativo costituto dalla Conferenza Stato e Regioni del 16 gennaio 2003.
La Conferenza ha definito la piscina «un complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per attività ricreative, formative, sportive e terapeutiche esercitate nell’acqua contenuta nei bacini stessi e comprende le piscine pubbliche e private, comprese le piscine condominiali la cui natura giuridica è definita dagli articoli 1117 e seguenti del Codice civile , destinate esclusivamente agli abitanti del condominio e ai loro ospiti».
Le regole della Conferenza Stato-Regioni.
Le indicazioni della Conferenza seguono l’impostazione della normativa di sicurezza sul lavoro in quanto prevede che il responsabile dell’esercizio deve redigere (e osservare e fare osservare le disposizioni lì contenute) un documento di valutazione del rischio contenente l’analisi dei potenziali pericoli igienici e sanitari, l’individuazione dei punti in cui possono realizzarsi tali pericoli e le misure atte a prevenirli, l’individuazione dei punti critici e la definizione dei limiti critici, la definizione del sistema di monitoraggio, l’individuazione delle azioni correttive, le verifiche del piano.
Sono previsti controlli interni della qualità dell’acqua utilizzata a cura del gestore e controlli esterni da effettuare da parte dell’Asl secondo lo schema stabilito dal Dlgs 31/2001.
L’accordo prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa, determinata autonomamente dalle Regioni, al responsabile delle piscine, per l’inosservanza delle prescrizioni igienico sanitarie formulate dall’Asl.
Il dettato della Conferenza del 16 gennaio 2003 è stato recepita dalle Regioni, in particolare in Lombardia dalla Dgr del 17 maggio 2006 n. 8/2552. Il titolare dell’impianto è individuato nell’amministratore condominiale, il quale è tenuto a redigere il piano di autocontrollo e a nominare l’addetto agli impianti tecnologici.
Infine, anche per le piscine condominiali, c’è l’obbligo dell’adozione del servizio di assistenza dei bagnanti per la piscine che abbiano la profondità superiore a 1,40 metri o il volume totale superiore a 300 metri cubi. La frequenza delle analisi sul campo e di laboratorio sull’acqua di vasca deve essere conforme alla norma Uni 10637 e nel caso di approvvigionamento idrico autonomo devono essere effettuati controlli anche su tale acqua.
Le responsabilità
L’esercizio di una piscina può comportare la responsabilità penale dell’esercente , secondo il principio generale di garanzia stabilito dall’articolo 40, comma 2 del Codice penale, per gli infortuni colposamente cagionati ai frequentatori. Inoltre va ricordato il rischio della responsabilità aggravata prevista dall’articolo 2050 del Codice penale per il quale «chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno».
In tale contesto la Corte di cassazione penale (sentenza 18569/2013) ha definito attività pericolosa l’esercizio di una piscina affermando che la piscina costituisce una struttura pericolosa, sia quando è in esercizio, sia quando non lo è: «Nel corso dell’esercizio (…) va assicurata la presenza di personale di salvataggio che sorvegli le attività ginniche o ricreative che vi si svolgono. Quando la struttura non è operativa, la vasca costituisce pur sempre un’entità costituente fonte di pericolo, derivante soprattutto dalla presenza di acqua, in relazione alle possibilità di caduta accidentale e di incongrue iniziative da parte degli utenti della struttura . Pure tale rischio deve essere cautelato in modo appropriato (…). In linea generale (…) pare ragionevole che l ’esercente della struttura delimiti l’area con transenne , barriere o apparati equivalenti che inibiscano l’accesso alla vasca e rendano chiaro, esplicitamente o implicitamente, che la struttura non è in esercizio e ne vietino, quindi , l’uso».
La nuova piscina
La normativa che riguarda le piscine è anche quella edilizia stabilita dal Dpr 380/2001 e la Corte di cassazione (sentenza 26275/2018) stabilisce la necessità del rilascio di un permesso di costruire per realizzare una piscina in condominio. In particolare, la Corte ha dichiarato legittimo il sequestro preventivo di una piscina realizzata in un immobile e priva del permesso di costruire. Il proprietario era stato indagato per il reato di cui all’articolo 44, lettera b), del Dpr 380/2001. La Corte confermava l’assunto del Tribunale per cui , per realizzare la piscina, era necessario il rilascio del permesso di costruire in quanto doveva essere realizzato lo scavo prima del posizionamento del rivestimento in pvc. La piscina, inoltre, non aveva carattere pertinenziale rispetto all’immobile.

Venerdì 27 luglio: eclissi di Luna per quasi due ore dalle 21.30

“Il 27 luglio la Terra si troverà tra il Sole e la Luna e intrappolerà il satellite nel suo cono d’ombra. Man mano che scenderà l’oscurità, sarà possibile osservare questa immersione, prima nella penombra poi nell’ombra più fitta dove la Luna, che è piena, sembrerà quasi sparire, fioca e rossastra. La fase di totalità sarà tra le 21. 30 e le 23. 13, con un massimo alle 22. 22. La durata record dell’eclisse, quasi due ore di totalità, è dovuta a una coincidenza notevole: il fatto che la luna si troverà alla massima distanza dalla Terra, all’apogeo, dove, come si sa, l’astro si muove più lentamente. Ce ne accorgeremo perché il suo faccione tondo sarà un po’più piccolo”.

Di Maio: “Bye bye all’Air Force Renzi”. L’Airbus A340-500 da 150 milioni di euro!

Riportiamo una notizia che riguarda un po’ tutti noi quando leggevamo dei trionfali tagli di nastro dai precedenti governi, Renzi, Gentiloni…

“Dopo il bye bye ai vitalizi diciamo bye bye all’Air Force Renzi”.
Così a Fiumicino il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, dopo aver visitato l’Airbus A340-500 a cui la presidenza del Consiglio ha deciso di rinunciare decidendo di annullare il contratto di leasing. “Lo diciamo con una lettera in cui il ministro delle Infrastrutture manda l’input ad Alitalia e Alitalia si attiva per eliminarlo – ha affermato Di Maio – Perché Alitalia è in queste condizioni? Per questa roba qua. Alitalia è stata il bancomat della politica e questo aereo ne è l’esempio”. Il vicepremier ha sottolineato che “è la fine dell’Ancien Regime. Questo aereo è il simbolo dell’arroganza del potere di Renzi e di chi lo ha sostenuto”, un potere “che gli italiani hanno mandato a casa il 4 marzo”.
“La beffa più grande – ha rimarcato il vicepresidente del Consiglio, accompagnato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli – è che l’abbiamo pagato un botto. Questo è un aereo mai utilizzato che poteva costare ai cittadini fino a 150 milioni. Grazie all’azione del ministro Toninelli ne risparmieremo 108“.
E’ ancora più impressionante entrare in questo affare, ci sono 300 posti in questo aereo che dovevano servire a un presidente del Consiglio che quando si sposta ha una delegazione di massimo 30-40 persone” ha sottolineato ancora il ministro del Lavoro, spiegando che “Alitalia ci ha detto che avvia il recesso dal contratto“.
“Questo aereo dovrebbe stare a Ciampino – ha aggiunto – dove stanno tutti gli aerei di Stato ma non ci può stare perché è troppo grande, perché l’ego di Renzi era troppo grande e quindi abbiamo anche dovuto noleggiare questo hangar per tenerlo dentro qui a Fiumicino”. “Oltre ai costi dell’aereo – ha rincarato – oltre ai costi di manutenzione, oltre ai costi della jacuzzi per Matteo Renzi che finché non gliela installavano non lo poteva utilizzare, anche il garage in cui metterlo”.
Rispondendo alle domande dei cronisti, Toninelli ha detto che l’annullamento del contratto di leasing per l’acquisto dell’Airbus A340-500 non comporterà “alcuna penale. Una volta recuperati i contratti abbiamo valutato la facilità con cui poterli rescindere. E’ tutto in applicazione della legge”. “La difficoltà”, ha proseguito Toninelli, risiedeva nel fatto che “non esistevano i documenti. Il fatto di avere dei ministri all’interno del governo ci ha permesso di poter acquisire una documentazione che ci ha portato a una lettera”.
“Con questa lettera Alitalia sta già attivando le pratiche per risolvere il contratto di leasing più folle della storia della Repubblica italiana”, ha rimarcato il ministro mostrando ai cronisti la missiva.
“L’indignazione da cittadino italiano per quanto abbiamo alle spalle è enorme – ha affermato Toninelli – Siamo arrivati al governo da meno di due mesi, abbiamo recuperato i documenti secretati con cui è stato preso questo spreco”. “Questa – ha proseguito – è la rappresentazione della vecchia politica e degli sprechi della vecchia politica. Questo aereo non è di proprietà dell’Italia. Vale 25 milioni e il governo Renzi ha stipulato un contratto con Etihad del valore totale di circa 150 milioni di euro, con un leasing di 96 rate (8 anni) che sarebbe terminato nel 2024”, dopodiché l’aereo “sarebbe tornato a Etihad, e quindi all’emiro di Abu Dhabi”.
“Renzi – ha rimarcato Toninelli – voleva metterci una camera da letto… Questo aereo è un flop industriale, ne hanno fatti solo 40 e non ne costruiscono più. Se non l’avessero dato a Renzi lo avrebbero rottamato. Con una lettera facciamo risparmiare 108 milioni di euro ai cittadini italiani”. (Adn/Kronos)

Sergio Marchionne da oltre un anno era sotto cura dell’USZ, Ospedale Universitario di Zurigo

Sergio Marchionne “da oltre un anno si recava a cadenza regolare presso il nostro ospedale per curare una grave malattia”. Lo precisa l’Ospedale Universitario di Zurigo dove l’ex ad di Fca e’ stato ricoverato. “Nonostante il ricorso a tutti i trattamenti offerti dalla medicina piu’ all’avanguardia, il signor Marchionne è purtroppo venuto a mancare”, aggiunge esprimendo “il piu’ accorato cordoglio” alla famiglia.
“La fiducia dei/delle pazienti nei confronti del ricorso alle migliori terapie possibili e nella discrezione – spiega – e’ cruciale per un ospedale. L’Ospedale Universitario di Zurigo (Usz) attribuisce enorme importanza al segreto professionale, e questo vale in egual misura per tutti i pazienti e le pazienti.
Lo stato di salute è materia del/della paziente o dei relativi familiari. Per questo motivo fino a questo momento l’Usz non ha preso posizione in merito all’ospedalizzazione e al trattamento del signor Sergio Marchionne. Attualmente l’Usz è oggetto di diverse voci tendenziose da parte dei media relativamente alla sua cura”. L’Ospedale spiega di avere diffuso il comunicato “per frenare il susseguirsi di ulteriori speculazioni”.

Scontro Famiglia Cristiana-Salvini ‘Vade retro’ in copertina. Don Morselli: “Famiglia Cristiana? Salvini non è contro il Vangelo”

Riportiamo una notizia dell’Ansa ed un commento di Don Marselli, pubblicato dal Giornale di Sallusti.
ll ministro dell’interno: “L’accostamento a Satana mi sembra di pessimo gusto. Io non pretendo di dare lezioni a nessuno, sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma non penso di meritare tanto”
Una mano che si leva verso il volto di uno sconcertato ministro degli Interni; sotto, il titolo: ‘Vade retro Salvini’. È la copertina di Famiglia Cristiana domani in edicola. ‘Niente di personale o ideologico. Si tratta di Vangelo’, precisa il settimanale che, dopo l’ennesima tragedia di migranti morti in mare, fa il punto sull’impegno della Chiesa italiana, ‘contro certi toni sprezzanti e non evangelici’.’L’accostamento a Satana mi sembra di pessimo gusto. Non pretendo di dare lezioni a nessuno, sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma non penso di meritare tanto’, commenta il ministro dell’Interno.
“L’accostamento a Satana mi sembra di pessimo gusto. Io non pretendo di dare lezioni a nessuno, sono l’ultimo dei buoni cristiani, ma non penso di meritare tanto”.Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta a margine di un’audizione al Senato la copertina di Famiglia Cristiana. Salvini spiega di “avere quotidianamente il sostegno di tante donne ed uomini di Chiesa” e riferisce che “anche il catechismo dice che bisogna accogliere nella misura del possibile”.

Matteo Salvini non contrasta con i dettami del Vangelo. A sostenerlo è don Alfredo Morselli, che è intervenuto a sostegno del ministro leghista. “Sì” anche al crocifisso nei porti. “No”, invece, alla riorganizzazione partitica dei cattolici in funzione anti-Lega (Francesco Boezi, Il Giornale, Gio, 26/07/2018)

C’è una forte polemica attorno alla copertina dell’ultimo numero di Famiglia Cristiana. “Vade retro” sembrerebbe riferito al ministro Salvini, che sarebbe così accostato al diavolo. Cosa ne pensa?
“Proprio in epoca in cui scarseggiano esorcisti perché – come diceva P. Amorth – “I vescovi non credono più al demonio”, ecco Famiglia cristiana nei panni dell’ “Ultimo esorcista (L’ultimo esorcista è il titolo del libro-testamento spirituale di P. Amorth, ndr).
Ci sarebbe da sorridere, se non ci fosse da piangere, per un approccio che è fideista, maldestramente emotivo e senza ragioni: il cardinal Caffara parlava di una fede esclamata, ma non pensata”.
In passato, la stessa rivista ha pubblicato copertine su Mario Monti, Laura Boldrini e su Giorgio Napolitano. Questi sono leader più vicini alla visione cattolica della politica?
“La visione cattolica della politica è una visione basata sulla ragione. I cosiddetti principi non negoziabili sono solo ricordati dalla rivelazione soprannaturale, che è venuta in aiuto alla ragione offuscata dal peccato originale. I comunisti (qui don Alfredo sembrerebbe riferirsi alla Boldrini, ndr) e i modernisti (qui, invece, parrebbe citare in causa Monti, ndr) vorrebbero un cristianesimo svuotato delle certezze razionali ancor prima che della fede, per poter combinare il matrimonio sociale tra relativismo e cattolicesimo svuotato dei valori oggettivi. Famiglia cristiana è l’araldo di queste aberrazioni”.
Lei ritiene che sui migranti Salvini vada contro il Vangelo?
“Assolutamente no: non è contro l’accoglienza dei migranti tout-court, ma vuole semplicemente cambiare il modo con cui il problema dei flussi migratori è stato gestito in Italia. E in questo si pone contro i poteri forti, che come gli alchimisti giocano sulla sostituzione della civiltà cristiana, e i loro utili idioti (nel senso leninista, specifica don Alfredo, ndr): chi ci ‘mangia sopra’ e anche chi, in un modo un po’ ingenuo, sostiene questi progetti mondialisti senza rendersi conto della loro portata”.
Ritiene che i cattolici debbano riorganizzarsi per far fronte comune contro il ministro Salvini?
“In questo momento direi che bisogna far fronte con il ministro Salvini: non per fare una nuova Democrazia Cristiana leghista, ma per sostenerlo tanto quanto la sua azione è coerente con il diritto naturale. È quel tipo di azione politica favorita da San Pio X per traghettare i cattolici dal non expedit verso un’azione storicamente incisiva sul piano sociale“.
Ma i temi bioetici che fine hanno fatto? La stampa cattolica non se ne occupa più?
“Come le dicevo, essendo il neomodernismo fideista, considera integrismo tutto ciò che si rifà ad una verità naturale oggettiva. C’è solo l’emozione e lo sballottamento dei venti delle false dottrine, come diceva Benedetto XVI nella S. Messa prima del conclave in cui è stato eletto Papa”.
Il ministro Salvini ha anche proposto di posizionare un crocifisso in ogni porto italiano. Cosa ne pensa?
“Certamente è un gesto buono, per il giusto primato della vera religione sulle false. Da un punto di vista laico, è giusto per il fatto che la civiltà italiana è storicamente cristiana. Ed è giusto che i migranti che vengono accolti, sappiano che ciò può avvenire per quella mentalità, per quell’eredità cristiana, che – nonostante tutto – impregna ancora il nostro popolo”.

Cansiglio, 29 luglio: Giornata regionale dei veneti nel mondo a Sant’Osvaldo, incrocio tra Treviso, Belluno e Pordenone

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VENETI NEL MONDO: DOMENICA 29 LA FESTA IN CANSIGLIO E LA PREMIAZIONE DEI VENETI ECCELLENTI – DECIMA EDIZIONE CON OMAGGIO ALLE DONNE NELL’EMIGRAZIONE

La Piana del Cansiglio si prepara ad accogliere la decima edizione della Giornata regionale dei veneti nel mondo: domenica 29 luglio l’altopiano all’incrocio delle tre province di Treviso, Belluno e Pordenone dà appuntamento, in località Sant’Osvaldo, agli emigranti veneti e alle loro associazioni per l’ormai tradizionale “Cansiglio day”. Alla Giornata, organizzata dall’Associazione Trevisani nel mondo, con il supporto della Regione Veneto che dieci anni fa ha istituto l’appuntamento come momento di ritrovo e di celebrazione pubblica della storia dell’emigrazione, parteciperanno il presidente del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale ai flussi migratori, Manuela Lanzarin.
Sarà il presidente della Regione a consegnare i premi “Eccellenze venete” a emigranti ed esponenti del mondo associativo dei veneti nel mondo che si sono particolarmente distinti per storia, sacrifici, realizzazioni. I tre premiati, su proposta delle Associazioni venete e dei Comitati e Federazioni di veneti nel mondo, sono: Piergiorgio Boschiero, nato a Fara Vicentino, per il suo impegno nell’associazionismo in Uruguay, Amalia Pavanel, nata in Francia da genitori di origine veneta, imprenditrice di successo e presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo Peru, e Odino Soligo, nato a Trevignano 97 anni fa, imprenditore di successo e impegnato nell’associazionismo in Canada.

Domenica la festa nella tensostruttura a Sant’Osvaldo si aprirà con le note della fanfara alpina di Conegliano e la sfilata di benvenuto (ore 10.45). Alle 11 l’arcivescovo Alberto Bottari de Castello, di Montebelluna e già nunzio apostolico in Africa, Giappone e Ungheria, presiederà la concelebrazione eucaristica all’aperto con don Canuto Toso, don Giacomo Ferrighetto e don Angelo Arman, i sacerdoti che hanno condiviso la storia dell’emigrazione veneta. Seguiranno i saluti delle autorità presenti e la consegna delle onorificenze “Eccellenze venete”. La festa continuerà con il pranzo nella tensostruttura e poi con i canti tipici dell’emigrazione veneta eseguiti dal gruppo corale “Agogica”.

Per tutta la manifestazione nella chiesetta di Sant’Osvaldo sarà visitabile la mostra di pittura su “La donna nell’emigrazione veneta”. La Regione Veneto contribuisce all’organizzazione della Giornata, curata dall’Associazione Trevisani nel Mondo, e all’ospitalità dei premiati stanziando 15 mila euro.